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Guido Bessone, sua maestà il Moro

Guido Bessone

 

“Accetto per grande sentimento nella maschera interpretata da mio padre”

2009-2018: nell’albo d’oro del Carlevè ‘d Mondvì si chiude l’esperienza di Carlo Comino che, ad appena trentaquattro anni, si posiziona al secondo posto assoluto tra i Mori più ‘longevi’, il più giovane di sempre. Dinnanzi a lui solo Aurelio Cattò, con diciotto presenze, ed appena dietro Cristoforo “Fino” Bessone con otto. Numeri che fanno capire il grande senso di appartenenza e la grande passione che gli interpreti della maschera simbolo della Città hanno da sempre avuto nei confronti di questo importante incarico.

Il nuovo corso affonda le radici nel passato: Guido Bessone, figlio di “Fino”, proseguirà la tradizione di famiglia. Ad oltre trent’anni di distanza, l’abito che fu del padre verrà indossato dal figlio: un ideale passaggio di consegne che è stato accolto con un particolare sentimento

«L’imbarazzo è stato immediato - dichiara Guido Bessone, pronto per vestire i panni del Moro -, si parla di una cosa importante, molto importante non solo per la Città di Mondovì ma per tutto il Monregalese. Nutro profondo rispetto per la maschera del Moro e la rispetterò al 100%: in questo caso è l’abito che conta, chi lo indossa molto meno. Perché ho accettato di vestire i panni del “saraceno”? Solo per grande sentimento nei confronti della maschera interpretata da mio padre. Nei miei ricordi di adolescente c’è fascino per questa figura: ho da sempre partecipato al Carlevè ed esserne ora guida ideale mi riempie di orgoglio. Grazie anzitutto alla Famija Monregaleisa ed all’Amministrazione Comunale che hanno indicato il mio nome: mi metterò a pieno servizio della Città nel pieno rispetto delle importanti risorse che il territorio investe nel Carlevè. Ringrazio Carlo per tutto quello che ha fatto in questi dieci anni, ci stiamo confrontando, accetterò di buon grado i consigli che mi verranno forniti per svolgere al meglio il compito. Ringrazio la Corte ed i menestrelli, tutti più esperti di me. Sono loro l’anima di questo carnevale ormai sulla bocca di tutto il Piemonte e non solo… Nei miei occhi ci sarà di certo la figura di mio padre, per otto edizioni interprete della maschera, e dell’avv. Prette, presidente dell’allora Comitato. Cercherò di collegare passato, presente e futuro della manifestazione, confrontandomi con una Famija Monregaleisa che sin dalle prime riunioni mi è parsa molto motivata. Di certo lavorerò in rete con i Comuni del Monregalese per accrescere il numero di carri e gruppi mascherati presenti alle sfilate: il Carlevè ha un grande risvolto sociale di aggregazione che cercheremo in tutti i modi di ampliare. Oggi è il giorno delle grandi emozioni, da domani si parte con grande impegno verso nuovi risultati: Viva il Moro, Viva il Carlevè!».