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LA NUOVA BÉLA MONREGALEISA: SUSANNA GHIAZZA

 

È monregalese al cento per cento, e forse... anche di più, la nuova “Béla Monregaleisa”. Susanna Ghiazza non ha ancora 26 anni (è nata nel luglio dell’85, sotto il segno del cancro) ed è sempre stata strettamente legata alla sua città di origine e al territorio. Susanna ha innanzitutto un curriculum di studi di tutto rispetto, come ci racconta lei stessa.

«Ho frequentato il Liceo Artistico “E. Bianchi” di Cuneo, diplomandomi nel corso di studi “Progetto Leonardo-Architettura e Design”. Terminate le superiori mi sono iscritta al Politecnico di Torino, frequentando le lezioni della II Facoltà di Architettura presso la sede monregalese, dove ho sostenuto la laurea triennale discutendo una tesi di ricerca storica, intitolata “Le Botteghe Artigiane in rapporto al tessuto urbano locale: due casi studio monregalesi”». Insomma, un’attenzione al territorio che Susanna non ha fatto mancare neanche nel suo interessante percorso formativo: «Dopo la triennale – prosegue – ho scelto il corso di laurea specialistica in Restauro e Valorizzazione, presso la sede del Politecnico a Torino. Durante questi due anni ho avuto modo di svolgere un tirocinio curriculare presso la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte, più specificatamente nella Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, affrontando il tema del restauro e riabilitazione strutturale della Cappella della Sindone; tale tirocinio mi ha permesso di laurearmi con una tesi intitolata “La Cappella della Sindone in Torino: ipotesi di ricostruzione post-rogo dei serramenti lignei guariniani e progetto conservativo manutentivo delle permanenze”. Attualmente collaboro presso uno studio di ingegneria ed architettura in Cuneo, dove mi occupo della progettazione architettonica».

Come definiresti la tua personalità? Quale ritieni sia la tua qualità migliore, e quale invece il difetto di cui... faresti volentieri a meno?

«Caratterialmente mi ritengo una persona determinata, con l’ambizione di costruirmi un futuro frutto del mio percorso formativo. Cerco di applicare nella mia vita quotidiana l’educazione e gli insegnamenti che la mia famiglia mi ha trasmesso, profondendo passione e rispetto per il lavoro. Ritengo un pregio della mia personalità la tenacia, mentre il peggior difetto è certamente molto femminile: sono lunatica!».

Sappiamo che c’è un sogno particolare, molto legato a Mondovì, che accresce ancora di più in te questo legame già forte con la città. Ce lo vuoi raccontare?

«Il sogno che vorrei realizzare è quello di affermarmi professionalmente nel campo del restauro e della valorizzazione del patrimonio architettonico: viste le mie origini, il mio essere orgogliosamente monregalese, mi piacerebbe intervenire nel recupero del nostro tessuto storico».

Susanna e il Carnevale: qual è il tuo rapporto con la manifestazione che in questi ultimi anni a Mondovì è tornata ad essere un appuntamento di successo? Hai qualche episodio particolare del tuo passato legato al Carlevé?

«Il primo ricordo del Carnevale è legato alla mia infanzia. Avevo 3 anni quando, guardando la vetrina del fotografo, mi riconobbi in una foto del Carlevé: tirai la gonna di mia mamma indicando quella bambina che, in braccio al Moro di allora (il compianto Aurelio Cattò, ndr), piangeva a dirotto dalla paura! Le cose sono molto cambiate ed oggi sono davvero orgogliosa di rappresentare la mia città all’interno della sua principale manifestazione. A dire il vero, non avendo mai fatto parte del circuito del Carnevale, la proposta di indossare i panni della Béla è giunta come una graditissima sorpresa».

 

 

Per Susanna Ghiazza “cos’è” oggi il Carlevé?

«Il Carlevé è la più grande tradizione storica della nostra città: intanto spero di essere all’altezza del compito affidatomi, facendo divertire tutti coloro che vedono in questo periodo di festa un momento di spensieratezza, d’altro canto sono certa che il Carlevé mi permetterà di conoscere meglio la realtà cittadina».

Che già ben conosce e nella quale è perfettamente calata, con la quale ha un rapporto molto forte: elementi che fanno sì che sia davvero la persona giusta per vestire i panni di Béla Monregaleisa.


 



 
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