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La storia del Moro

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LA STORIA del MORO

Il Carnevale di Mondovì - Carlevè 'd Mondvì in dialetto piemontese - ha origini antiche, risalenti al XVI secolo e ritorna ogni anno ad allietare gli abitanti del basso Piemonte e non solo coinvolgendo tutta la città per almeno dieci giorni.

La figura del Moro che raduna il popolo per i festeggiamenti del carnevale trae spunto da un automa in ferro realizzato nella seconda metà del diciottesimo secolo da un artigiano locale, Matteo Mondino. L'automa, con un martello in mano per battere le ore su una campana, è stato collocato sotto un baldacchino posto sopra la facciata della chiesa di San Pietro, nel centro di Mondovì dove sta ancora adesso.

Il Moro diventa quindi uno dei simboli di Mondovì, insieme a quello più antico della Torre del Belvedere e diventa maschera ufficiale nel 1950, con la prima interpretazione da parte di Bastianin Vinai.
 
Ogni anno a Carnevale”:
ecco la nuova storia del Carlevé 'd Mondvì

 

Ogni anno a Carnevale”. È questo il titolo del nuovo libro promosso dalla “Famija Monregaleisa” che racconta la storia da cui nasce e si sviluppa il Carlevé 'd Mondvì Cinzia Ghigliano e Marco Tomatis hanno lavorato sulla “storia del Carlevé”, che già lo scorso anno era stata valorizzata dagli organizzatori ed aveva assunto una certa centralità nella manifestazione. Sì, perché il Carlevé 'd Mondvì è uno dei pochi carnevali che vanta alle sue spalle una vicenda con spunti reali, e con precisi riferimenti storici e geografici: gli stessi spunti che gli autori hanno ripreso e sviluppato. La vicenda narrata si sviluppa quindi in luoghi realmente esistiti ed ancora oggi visitabili, come la torre della frazione Barchi di Garessio, rifugio dei saraceni durante le scorribande dalla Liguria al basso Piemonte tra l'800 ed il 900. Oppure ancora, come la “Rocca dell'Adelasia”: si tratta di un parco che ricade nel Comune di Cairo Montenotte, pensato già nel 1976 e inaugurato nel 1989, che si sviluppa su un'area estesa, di oltre 1.200 ettari e comprende al suo interno un vero e proprio patrimonio naturalistico, dal punto di vista della flora (con formazioni boschive di latifoglie, castagneti, aceri, pini silvestri, faggi e anche lecci), della fauna (caprioli, daini, poiane, ma anche sparvieri e gamberi di fiume) e della geo-morfologia (rocce erose in modo pittoresco, fenomeni carsici, grotte – le caratteristiche “tane”, secondo il dialetto locale). Al centro del parco – che da qualche settimana, attraverso un disegno di legge della Regione Liguria, ha assunto la denominazione di “riserva regionale” – svetta la “rocca dell'Adelasia”, una formazione rocciosa che domina la zona, da cui si può abbracciare con lo sguardo tutta l'ampia area circostante.

Ed ecco che la concretezza dei luoghi geografici si intreccia con i personaggi della storia locale, dove la realtà si intreccia con la fantasia. La rocca trae il suo nome dalla principessa Adelasia, uno dei personaggi principali del Carlevé 'd Mondvì, figlia dell'imperatore Ottone I, rifugiatasi nei boschi con l'amato Aleramo (altra figura di rilevanza storica assoluta, che diede il nome ad una “marca” del territorio ligure e fu capostipite di una stirpe che dominò a lungo su quelle terre) per sfuggire alla collera del padre, inizialmente ostile all'unione dei due giovani. Sarà proprio ai piedi della rocca che i destini di Adelasia ed Aleramo si intrecceranno con quelli del Moro di Mondovì...

Ma non anticipiamo altro perché i lettori possano gustare appieno il racconto, frutto di un lavoro attento e minuzioso: Marco Tomatis – appassionato di camminate in montagna – ha visitato in prima persona la frazione Barchi e la Rocca dell'Adelasia, traendo spunto ed ispirazione per il racconto, e fotografando i luoghi reali poi riprodotti da Cinzia Ghigliano nelle illustrazioni del libro.

«Marco Tomatis e Cinzia Ghigliano – conclude il presidente della Famija Monregaleisa, Enzo Garelli – ci raccontano così l'affascinante storia del nostro Carnevale, svelandoci i particolari, mescolando con grande sapienza realtà e fantasia, dando inoltre rilievo alla figura della Bela Monregaleisa che torna ad avere un ruolo attivo nella vicenda.”

Non resta che leggere attentamente il libro per scoprire la vera storia del Carlevè ‘d Mondvì!!! 

 

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